
È significativo che, quando domandati direttamente, molti bambini nominino una presenza domestica come modello di riferimento: la ricerca condotta su oltre 700 famiglie con figli tra i 6 e i 12 anni mostra chiaramente questa tendenza. Lo studio, svolto da SWG per LEGO Italia e orientato a comprendere come i piccoli percepiscono l’idea di eroismo, ha raccolto risposte dirette dai protagonisti stessi, i bambini. I dati indicano che la figura del genitore viene associata alla capacità di affrontare difficoltà quotidiane e a una disponibilità empatica che va oltre la spettacolarità delle storie narrate dai media. Questo risultato mette in luce come la vicinanza affettiva e la costanza negli atteggiamenti siano elementi centrali nella formazione dei modelli comportamentali infantili. Per i bambini, l’eroe non è necessariamente chi compie imprese straordinarie, ma chi fornisce sicurezza e ascolto quando serve.
Preferenze tra fantasia e realtà
Nonostante il forte affetto per i personaggi immaginari, con il 76% dei bambini che dichiara di amare molto il mondo dei supereroi, la distinzione tra fantasia e vita reale emerge con nettezza nelle risposte. Quando si passa dalle qualità immaginarie ai comportamenti concreti, la scelta cade sui membri della famiglia: il 60% indica mamma o papà come riferimento principale per coraggio e aiuto concreto. I nonni occupano il secondo posto con il 15% delle preferenze, segno del loro ruolo affettivo e protettivo durante l’infanzia. Fratelli maggiori e sorelle sono citati dal 14% dei piccoli, mentre figure pubbliche come atleti raggiungono appena il 5%. Questi numeri raccontano che i valori ritenuti importanti, come il coraggio e la difesa dei più deboli, vengono interiorizzati soprattutto attraverso relazioni vicine e ripetute.
Il ruolo educativo del gioco condiviso
Il tempo passato a giocare insieme agli adulti emerge come una componente cruciale per consolidare il rapporto di fiducia tra genitori e figli. Circa un bambino su tre indica i mattoncini e i set tematici come tra i giochi preferiti, e la maggioranza dei piccoli preferisce giocare in compagnia di un adulto; sette bambini su dieci scelgono spesso il papà come partner di gioco. L’attività ludica condivisa facilita la comunicazione spontanea, permette di esprimere emozioni e insegna a risolvere problemi pratici attraverso la cooperazione. Questo tipo di esperienza non è passiva come il consumo di video: richiede creatività, decisione e scambio emotivo, elementi che contribuiscono allo sviluppo cognitivo e all’autostima. Quando il gioco non segue schemi rigidi, il bambino impara a negoziare idee e a trovare soluzioni insieme a un adulto di riferimento.
Iniziative culturali e prospettive pratiche
Oltre alla dimensione domestica, esistono proposte educative e culturali pensate per rafforzare la relazione genitore-figlio anche fuori casa, con laboratori e attività pratiche che uniscono arte, cinema e costruzione creativa. Un esempio citato dallo studio è la collaborazione con istituzioni museali che propongono laboratori gratuiti per sperimentare il linguaggio cinematografico attraverso la manipolazione di mattoncini e la narrazione collettiva. Queste iniziative offrono spazi strutturati in cui le famiglie possono esercitare competenze relazionali e stimolare curiosità e creatività nei bambini. Partecipare a eventi condivisi consente inoltre di osservare modelli comportamentali alternativi e di trasformare il tempo libero in un’occasione educativa. Per i genitori, aderire a queste proposte significa investire in esperienze che rafforzano la percezione di sicurezza e sostegno di cui i bambini hanno bisogno per crescere.