Gestiva un centro massaggi a luci rosse. Pioltellese vip accusata di sfruttamento del “più antico mestiere”

Secondo la dichiarazione dei redditi di un centro massaggi di Carate, gli incassi annui sarebbero ammontati solamente a 1500 euro.

Il negozio di via Amedeo Colombo, nei pressi della scuola materna e del teatro dell’oratorio, avrebbe infatti celato per una paio di anni una vera e propria “casa chiusa”. A dare inizialmente nell’occhio, l’insolito via vai diurno della clientela maschile e le frequenti “pause sigaretta” delle ragazze, abbigliate con abiti provocanti proprio davanti all’ingresso del centro massaggi. Il vero “allarme prostituzione” è però scattato in seguito ad una lite fra due delle ragazze che lavoravano nel centro, dopo la quale, nei giorni scorsi, è scattato il blitz i carabinieri, che avrebbero fatto incursione smascherando la verità.

Dettagli

Residente a Pioltello, la proprietaria Edyna Greta Gyorgy, in arte Kyra Kole – modella ungherese apparsa su calendari e riviste fra cui Playboy e soubrette presso vari format tv, fra cui “Ciao Darwin” condotto da Paolo Bonolis – sarebbe stata ritenuta responsabile dei reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.  Le indagini avrebbero infatti permesso di evidenziare che la destinataria del provvedimento cautelare avrebbe sfruttato l’attività di prostituzione di giovani di diverse provenienze, tra cui una connazionale, per prestazioni sessuali, previo compenso, all’interno dei locali.

Un’azienda a luci rosse

Nella sua maison, Kyra Kole avrebbe rivestito l’antico ruolo di “maitresse”, gestendo la proficua attività in ogni sua fase: reperimento delle “massaggiatrici” tramite annunci specifici, formale iscrizione per le ragazze alla partita Iva, affitto dei locali ad uso abitativo-professionale, pubblicità in rete, numerose linee telefoniche per gli appuntamenti con la clientela. E, a seconda delle prestazioni, guadagni in contanti che oscillavano tra i 70 e i 150 euro a cliente, per un giro di affari annuo di circa 70.000 euro, la cui metà sarebbe poi stata intascata da lei stessa. Inequivocabili, inoltre – riferisce il Giorno – le intercettazioni telefoniche dei Carabinieri riferite al suo business a luci rosse: «Se in Italia cambiassero un paio di leggi, io sarei a posto».

La donna è stata così sottoposta a fermo dai carabinieri della compagnia di Seregno, mentre per il centro massaggi sono scattati i sigilli.

Katia Ardemagni



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