Moda, orgoglio milanese. L’avventura “firmata” Prada

Il modello per eccellenza del vero stile milanese, la raffinata semplicità delle linee, un vero culto per la qualità dei materiali a favore di una signorilità tutta da indossare. Chi veste Prada sa che quest’ azienda è sinonimo di eleganza e ricercatezza.

Icona di stile, da sempre

Un’ azienda storica, fondata nel 1913 nel cuore di Milano dai fratelli Mario e Martino Prada, e che mette le basi nella Galleria Vittorio Emanuele II.  A quell’epoca nasce come negozio di cuoio, borse, accessori da viaggio di lusso e presto diventa boutique, un luogo esclusivo, la mecca chic degli alto borghesi milanesi, degli aristocratici europei nonché, a soli tre anni dalla sua apertura, fornitore ufficiale della Real Casa di Savoia. Un’azienda sicuramente avanguardista, che spezza le regole dello stile passato e cavalca l’onda del cambiamento storico che porterà ad un futuro nuovo. Questione di classe, di comunicazione. E di saperci fare, sino ad oggi.

Non sarà certo la chiusura del bilancio 2017 con fatturato e utili a 249 milioni a frenare gli obiettivi di un’azienda come questa.

Con questi risultati Prada compie un viaggio a ritroso di sette anni e torna ai profitti del 2011. Dati che farebbero presagire a molte società momenti tutt’altro che rosei. Nonostante gli utili in calo, secondo le dichiarazioni dell’a.d. Patrizio Bertelli il 2018 ha avuto un avvio promettente. “Sono soddisfatto di come abbiamo chiuso il 2017: nella seconda parte dell’anno e in questi primi mesi del 2018 il trend delle vendite é andato progressivamente migliorando, rendendo così visibili i primi importanti risultati derivanti dalle iniziative strategiche avviate su diversi fronti” dichiara Bertelli a La Repubblica.

Il 2018 ha avuto un avvio promettente

Sempre secondo Bertelli, il brand Prada é tornato a crescere nelle principali aree geografiche. “Siamo convinti che avviare un nuovo capitolo della storia del gruppo partendo dal nostro patrimonio culturale e dai valori distintivi dei nostri brand, sia la giusta risposta per competere in un mercato sempre più complesso. Il 2018 ha avuto un avvio promettente: ringrazio tutti i colleghi del Gruppo Prada per l’impegno profuso in questi anni nel riportare l’azienda verso la crescita, che sono fiducioso rappresenti l’inizio di un nuovo periodo di sviluppo”.

Il marchio Prada, grazie ad una capillare catena di boutique monomarca o tramite la grande distribuzione organizzata, distribuisce i propri prodotti sull’intero territorio mondiale. Fra le sue creazioni, non solo abiti e pelletteria, ma una diversificazione trasversale. Tra le sue concezioni telefoni cellulari, destinati alla fascia medio-alta e in collaborazione con LG Electronics, orologi, profumi, annoverando fra i suoi testimonial, per le campagne pubblicitarie, personalità appartenenti al mondo della moda e del cinema di fama mondiale. Ma c’è altro.

Non solo moda

Prada è anche sinonimo di arte, presenziando in diverse città nel mondo con opere dedicate alla Maison da architetti del calibro di Renzo Piano ed artisti come Elmgreen & Dragset.

Ma è nella sua citta, Milano, che dal 1993 Miuccia Prada e Patrizio Bertelli hanno concettualizzato il marchio estendendolo ad arte.  

Prima col progetto PradaMilanoArte, atto a promuovere attraverso mostre, esposizioni, opere di scultura contemporanea, e con la Fondazione Prada in seguito, ogni anno vengono organizzate performances e mostre dedicate alle opere di arte contemporanea di artisti internazionali, alle quali vengono inoltre dedicate pubblicazioni.

Una curiosità? Prada è anche “dolce”. Ha infatti rilevato l’80% della celeberrima Pasticceria Marchesi, di Angelo Marchesi, acquistata dal gruppo nel 2013.

(Foto/ Web)

Katia Ardemagni



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