Ritiro deleghe, la parola a Rita Zecchini

Rita Zecchini, in merito al ritiro delle deleghe da parte del Sindaco Eugenio Comincini, precisa la sua posizione con un lettera che pubblichiamo integralmente.

“Non posso che esprimere stupore e incredulità per la decisione del Sindaco di estromettermi dalla Giunta prima della fine del mandato, ritirandomi le deleghe di assessore alle Culture, educazione, pari opportunità, politiche per il lavoro e cooperazione internazionale. In questi anni ho sempre agito correttamente nel rispetto della volontà degli elettori e del programma di coalizione, collaborando in rapporto di lealtà con Sindaco e Giunta.
Reputo questa scelta totalmente immotivata, offensiva della dignità personale, indifferente alla qualità del lavoro svolto in ambito culturale, educativo e, nel quinquennio precedente, delle politiche sociali. Un lavoro riconosciuto sia all’interno dell’Amministrazione sia nelle rilevazioni sul grado di soddisfazione espresso dai cittadini.
Ricordo solo l’apertura del punto unico di accesso ai disabili, il bando anticrisi, lo sportello donna, l’arricchimento dell’offerta culturale della città, la rivitalizzazione delle attività della biblioteca, l’eliminazione della lista d’attesa nella scuola d’infanzia statale e la razionalizzazione dei contributi a quella paritaria, l’apertura di nuovi e qualificati servizi pubblici educativi, il progetto di digitalizzazione nelle scuole, il consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze, i progetti di cooperazione internazionale e… potrei allungare di molto l’elenco.
Tutto questo è stato possibile anche grazie all’impegno e alla competenza di personale, funzionari e dirigenti che hanno dato concretezza a questi progetti e sono stati protagonisti degli ottimi risultati ottenuti. A tutti loro va il mio più caro e sincero ringraziamento.
La decisione del Sindaco rappresenta una brutta pagina della politica di Cernusco, perché hanno prevalso gli interessi di partito e non il bene della città. In questa vicenda emerge con tutta evidenza la totale chiusura di PD e Vivere Cernusco rispetto a qualsiasi voce critica, oltre che una aperta contraddizione con gli stessi principi alla base dell’esperienza amministrativa di questi dieci anni. La sola ragione del ritiro delle deleghe è infatti la scelta del mio gruppo politico di appartenenza di esprimersi in modo contrario alla proposta di ampliamento del Carosello. Eppure l’atto di indirizzo portato in Consiglio era un atto non dovuto, privo di valenza amministrativa, ma soprattutto estraneo al programma elettorale della coalizione. Questi elementi, come la contrarietà di Sinistra per Cernusco, erano ben chiari a PD e Vivere Cernusco, che hanno comunque deciso di procedere a testa bassa per la loro strada.
Così facendo, la cittadinanza è stata posta di fronte a un fatto compiuto, con giustificazioni infondate (Carugate va avanti anche senza di noi, è stato ripetuto), artificiose e l’immancabile richiamo a responsabilità e pragmatismo. In un sol colpo è stato approvato un atto in contrasto con la politica urbanistica vigente e sono stati eliminati alleati scomodi che pretendevano il rispetto degli accordi sottoscritti e dell’opinione dei cittadini.
Queste modalità di intendere la politica non ci appartengono, perché allontanano ancora di più le persone dalle istituzioni e servono soltanto a mantenere posizioni di potere, senza alcuna capacità di interrogarsi, cambiare, ascoltare, capire… e se necessario tornare sui propri passi.
Ritengo invece che la politica debba sempre mettersi alla ricerca della via più giusta, perché “la politica significa l’amministrazione della ‘polis’ per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano” (Aristotele). Continuerò a battermi per una politica che salvaguardi il bene comune, che dia dignità e giustizia a tutte e tutti. Partecipazione, trasparenza e rispetto del mandato ricevuto dai cittadini, non sono belle parole per raccogliere facile consenso, ma principi e valori di cui abbiamo chiesto rispetto in Consiglio comunale e in Giunta mantenendoli ben saldi anche di fronte a chi, per giustificare l’ingiustificabile, li ha banalizzati definendoli ‘ideologia’”.