Vacanze ultimo minuto? Bandiere Blu 2018: ecco le 368 spiagge italiane al top

Sono 175 i comuni rivieraschi italiani e 70 approdi turistici doc ad essere stati riconosciuti a livello interazionale per le loro virtù con la  Bandiera Blu, il riconoscimento che dal 1987 viene assegnato annualmente in base all’eccellenza delle acque.

Le spiagge italiane premiate rappresentano circa il 10 per cento delle coste a livello mondiale, e la Bandiera Blu ad esse assegnata indica 12 parametri da rispettare che comprendono anche la depurazione delle acque reflue, la gestione dei rifiuti, la regolamentazione del traffico veicolare, la sicurezza ed i servizi in spiaggia.

La “regina delle Regioni” è anche quest’anno la Liguria, dove sventolano 27 Bandiere Blu. Sul podio delle spiagge migliori anche Toscana con 19 località e Campania con 18 e tre nuove spiagge (Piano di Sorrento, Sorrento e Ispani).  Quarta regione, le Marche con 14 bandiere.

Seguono con le relative nuove premiate, la Puglia (Peschici, Rodi Garganico e Zapponeta), Sardegna (Bari Sardo e Trinità d’Agultu e Vignola), Calabria (Tortora e Sellia Marina), Lazio (Trevignano romano), Emilia Romagna (Cattolica).

Agli ultimi posti la Basilicata con 4 spiagge di cui due nuove (Nova Siri e Bernalda) e il Friuli Venezia Giulia, che conferma le 2 Bandiere dell’anno precedente. Il Molise scende a 1 Bandiera, una in meno dell’anno scorso.

Le spiagge che invece quest’anno perdono il riconoscimento sono Anzio, Gabicce Mare, Termoli e Pozzallo

Il riconoscimento è stato assegnato dalla Fee (Foundation for environmental education) per «l’eccellente» qualità delle acque.

“Anche per il 2018, annunciamo con soddisfazione, un aumento di Comuni Bandiera Blu, ben 175″ afferma Claudio Mazza presidente della Fee Italia, sottolineando che “il turismo non può che essere sostenibile, in modo da garantire un equilibrio tra fruizione e tutela del patrimonio ambientale. Bandiera Blu, guida passo dopo passo i comuni costieri, a scegliere strategie di gestione sostenibile del proprio territorio, attraverso un percorso che giovi all’ambiente ed alla qualità della vita”.

La Giuria nazionale si è avvalsa del parere dei ministeri dell’Ambiente, dei Beni e delle attività culturali e del turismo, delle Politiche Agricole, del Coordinamento degli Assessorati Regionali al Turismo, del Comando Generale delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera, dell’Ispra, dell’Università della Tuscia, del Consiglio Nazionale dei Chimici, dell’Anci, nonché dei sindacati Balneari.

Katia Ardemagni

 

 

 

 



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