In arrivo il “bollino di qualità” per le mense scolastiche bio

Istituite per la prima volta le mense biologiche certificate. Le scuole che vorranno ottenere la certificazione dovranno rispettare le percentuali minime di utilizzo dei prodotti biologici.

Roma, ministero di via XX Settembre.  ”Per la prima volta in Italia vengono definite e regolate le mense biologiche, dando così maggiori informazioni agli studenti e alle famiglie. Obiettivo: ridurre i costi a carico degli studenti e realizzare iniziative di informazione e promozione nelle scuole è anche istituito un fondo stabile gestito dal Ministero delle politiche agricole con le Regioni”.

E se secondo una indagine Coldiretti/Ixe’, sei italiani su dieci (60%) che nel 2017 hanno acquistato almeno qualche volta prodotti biologici a conferma di una decisa svolta salutista nei consumi alimentari’, anche le scuole allora devono potranno (o dovranno) rispondere ad una richiesta crescente da parte delle famiglie italiane.

A tal proposito, sono infatti stati stanziati 44 milioni di euro per ridurre i costi a carico delle famiglie e realizzare iniziative di informazione e promozione.

Due medaglie, d’oro e argento, raffiguranti l’eurofoglia, simbolo Ue del biologico voluto dal ministero delle Politiche agricole e alimentari, segnaleranno le mense scolastiche biologiche di qualità.

Cosa è ritenuto Bio?

La mensa scolastica, per qualificarsi biologica, è tenuta a indicare, con riferimento alle materie prime di origine bio, le percentuali minime di utilizzo in peso e per singola tipologia di prodotto, come previsto dalla norma pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.

La qualificazione d’eccellenza, si ottiene se sono derivanti da colture biologiche:

  • almeno il 90% di frutta, ortaggi, legumi, prodotti trasformati di origine vegetale, pane e prodotti da forno, pasta, riso, farine, cereali e derivati, olio extravergine
  • al 100% uova, yogurt e succhi di frutta
  • almeno al 50% prodotti lattiero-caseari, carne, pesce da acquacoltura.

Plauso all’iniziativa da parte della Coldiretti: ”Per valorizzare la leadership dell’Italia in Europa con oltre 60mila imprese che coltivano biologico, è importante garantire anche la provenienza locale o nazionale dei piatti serviti”.

Come incentivo alla green economy, sono previsti nei bandi di gara per chi riduce lo spreco alimentare e l’impatto ambientale. Premiate, ad esempio, anche la freschezza delle produzioni locali, (raggio massimo di 150 km). E l’impegno a recuperare i prodotti non somministrati destinandoli ad organizzazioni non lucrative di utilità sociale che effettuano, a fini di beneficenza, distribuzione di cibo gratuita agli indigenti. (Foto/ Web)

Katia Ardemagni