Pioltello: “Chiederemo lo stato di calamità naturale”. Presentati i danni della grandine sui raccolti

Nella zona di Pioltello il ritorno del maltempo con temporali violenti, forti venti, nubifragi e grandinate non ha lasciato scampo nelle campagne dove i produttori ortofrutticoli sono in pieno periodo di raccolta.
Danni profondi in un’area prettamente agricola, quella delle campagne del Parco delle Cascine, Camposoglio, Croce e Castelletto, nella quale i raccolti sono andati quasi totalmente persi.

A risentirne in modo particolare le coltivazioni mais, pomodori e riso, che risultano irreversibilmente danneggiate o gravemente sofferenti e a rischio di aggressione di parassiti e funghi.

Dai primi rilevamenti, sarebbero cinque le aziende agricole pioltellesi più colpite e di fronte a perdite, tra mancati raccolti e danni alle strutture, di centinaia di migliaia di euro. Tutte premesse per richiedere urgentemente indennizzi a fronte di una situazione davvero pesante. Richiesta che trova orecchie sensibili in Giunta, che approverà – già nei prossimi giorni e secondo quanto affermato dall’assessore all’Ambiente, Giuseppe Bottasini e dal vicesindaco di Pioltello, Saimon Gaiotto, impegnati con i periti nelle prime valutazioni delle perdite provocate all’agricoltura – una delibera per chiedere alla Regione di riconoscere a Pioltello i fondi a sostegno degli agricoltori, quali sgravi fiscali e contributivi, oltre che risarcimenti assicurativi.

La qualità della Martesana in salvaguardia

Bottasini ha dichiarato al quotidiano Il Giorno: «A Cascina Croce il raccolto di pomodori è stato completamente distrutto e le coltivazioni di mais del Parco delle Cascine sono talmente danneggiate che le pannocchie rischiano di non poter essere vendute nel circuito alimentare, costringendo gli agricoltori a optare per l’utilizzo del biogas con prezzi molto inferiori (..) La nostra è un’agricoltura di qualità: abbiamo un ottimo reticolo di canali irrigui che arrivano dal canale Martesana, ettari di terreno dislocati tra il Parco delle Cascine, la zona sud che confina con Vignate, due allevamenti di cavalli. Sono un presidio importante per il territorio, evitano il degrado e la cementificazione di vaste aree che vogliamo valorizzare al meglio».

Un clima particolare quello degli ultimi mesi: già la primavera, infatti, è stata impietosa con le colture. La stagione insolitamente fredda e le piogge intense hanno ritardato le semine.  E le recenti tempeste hanno compromesso in modo definitivo la situazione: adesso è più che mai urgente che venga concesso lo stato di calamità.

Katia Ardemagni

 



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