Stangata di prezzi 2018: l’onda colpisce tutto e tutti

Anno nuovo, stangate nuove. Come ogni gennaio, dopo i brindisi beneauguranti di soddisfazioni e prosperità, il 2018 si apre con il rincaro dei prezzi per quelle che sono le spese obbligatorie e irrinunciabili a carico di tutti gli italiani.

Secondo le stime realizzate dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ogni famiglia dovrà affrontare un aumento medio del +5% annuo che, tradotto in denaro sonante da detrarre al già sofferente budget, ammonta a circa 79 euro, cifra antipatica che si fa sentire con tutto il suo peso.

Mentre gli stipendi rimangono i medesimi e, secondo i recenti dati ISTAT, il numero degli italiani a grave rischio povertà ed esclusione sociale è salito a 18 milioni di persone, è possibile stabilire che in questo scenario un ruolo fondamentale lo gioca anche l’incremento delle quotazioni petrolifere, innalzando il già cospicuo costo di trasporti, gpl ed energia. Legittimo prevedere anche rincari alle tariffe idriche, data la grave siccità del periodo estivo di alcune zone italiane.

Vediamo però nel dettaglio quali sono i costi che faranno alleggerire le nostre tasche: trasporti, tariffe idriche, oneri bancari e  smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Ma non solo.

Dati alla mano, gli aumenti riguardano anche: generi alimentari, mensa e materiale scolastico, prodotti domestici, tariffe di professionisti e artigiani, bollette di luce e gas, assicurazione auto, tariffe autostradali, TARI, tariffe postali, ticket sanitari.

In un panorama – esteso e generalizzato –  in cui l’intero sistema economico necessita tempestivamente di un intervento governativo concreto di rimessa in moto e di rilancio occupazionale, gli italiani – troppi dei quali in condizioni di non poter affrontare ulteriori rialzi –  non hanno altro da fare che inghiottire l’amaro boccone  rinunciando, sempre più, a quelle piccole gratificazioni personali che, anche se di poco, aiuterebbero a sentirsi meglio e sicuramente parte di un giusto meccanismo a misura di “persona”. (Photo/Web)

 

Katia Ardemagni